Ubi maior …

Teheran 14 Marzo 2012

Abbiamo priorità diverse.

Per me l’appuntamento più importante di oggi è Gara 1 di finale tra Saipa e Kalleh alle 15.30 a Karaj, un paese a circa un ora da Teheran.

Per presidente della federazione Davarzani, il “mio” appuntamento più importante è l’intervista con Hamid SADJADI, vice ministro del dipartimento dello sport nella sede del Ministro dello sport e della gioventù.
A me interessa molto approfondire il ruolo dello sport e la sua organizzazione con un rappresentante del governo, ma forse avrei evitato di farlo poco prima dell’inizio della partita. Ma Hamid SADJADI può dedicarci un’ora solo alle 13.00 e lo ha fa esclusivamente per i rapporti personali con Mr. Davarzani.

Quindi “ubi maior…”

La lunga e piacevole chiacchera con il vice ministro, uno dei pochi atleti (ex maratoneta) che hanno un ruolo nel ministero dello sport e della gioventù comincia con una precisazione del presidente Davarzani. <<In questo dipartimento sono quasi tutti politici, lui e uno dei pochi uomini giusti al posto giusto!>>

Ma è della partita che voglio parlarvi e non è dei temi affrontati con Fadjadi, cosa che farò nei prossimi giorni.
Usciamo alle 14.30 dall’ufficio, torniamo in Federazione ed è evidente che non arriverò mai in tempo a Karaj. Quindi serve un piano B. Chiedo di poter guardare il match in Tv nella stanza di Velasco ma mi dicono che è meglio se vado nell’ufficio del presidente.

Non mi pare il caso di rifiutare. Mi accendono il televisore e attendo le 15.30 per l’inizio della partita. Prima impressione: molto belle le riprese televisive, pubblico numeroso ma disposto su 3 lati quindi invisibile in TV.
Giocano arancioni (Saipa) contro verdi (Kalleh).
I pronostici dicono Saipa, la squadra di casa, perché è più abituata a giocare partire importanti e può contare su un gioco più organizzato.
Colgo l’occasione e mi connetto alla wireless per scaricare la posta. Alzo gli occhi pochi istanti dopo per guardare il punteggio e…

*la foto si riferisce al secondo set sul 12 a 7 per Saipa

Mettetevi nei miei panni, adesso come me la cavo?
Partiamo da destra:
a) il pallino bianco sta per chi ha battuto.
b) le due scritte saranno il nome delle due squadre: Saipa e Kalleh
c) la barretta verticale e il cerchio piccolino dovrebbero essere i set
d) i segni più a sinistra sono sicuramente il punteggio, ma non ci capisco nulla

Non ho altra scelta che disturbare la segretaria del presidente per sapere il punteggio: << 23 a 20 per Saipa.>>
Il primo set finisce 25 a 20 con un bel recupero dei locali grazie ad un break con Fayazi al servizio che ha alternato battute forti e flotting da zona 1 e da zona 5. E’ evidente che la squadra arancione è più fluida nel gioco e sbaglia molto meno.
Inizia il secondo set e non voglio disturbare ancora la segretaria; cerco sul web i simboli dei numeri farsi. In quell’istante entra la segretaria con un foglio che appoggio  sopra il mio computer:

Come sono premurosi questi iraniani. Mi sento un po’ stupido perché loro sanno leggere i nostri numeri e io non so fare altrettanto. Mi torna in mente una frase di un libro: “sappiate che loro ci conoscono molto meglio di quanto noi conosciamo loro!” Santa verità!

Adesso con il manuale dei numeri farsi sotto gli occhi sono più tranquillo.
Nel secondo set il Saipa continua a controllare il gioco, il palleggiatore Mahdavi distribuisce con lucidità, Soleymani (omonimo del direttore sportivo dell’altra squadra) ha un momento di fulgore ma il segreto di questa squadra è la capacità di sbagliare poco giocando con intelligenza senza rischiare inutilmente. Julio, qualche giorno fa, mi ha detto che alcuni allenatori locali accusano i giocatori di essere “fifoni” se non rischiano sempre il tutto per tutto in attacco.
In tv sono pronti per il terzo parziale.
Mi sento un re, un tavolone tutto per me, la connessione a banda larga, biscottini, cioccolatini a volontà, non mi manca nulla. Bussano alla porta e entra un’altra ragazza con:

… allora è vero che gli Iraniani mi leggono nel pensiero. Un Chay caldo lo prendo proprio volentieri. Ringrazio: <<kheyli mamnum, thank you.>> e imitando lo stile degli iraniani, la zolletta non la metto nella tazza ma la infilo in bocca succhiando il tè attraverso lo zucchero. Ormai sono di casa.

Il terzo set ha preso una piega diversa perché Behrooz, l’allenatore del Kalleh, ha tolto quasi tutti i titolari, fuorché il palleggiatore Marouf. Sarà l’entusiasmo dei giovani, sarà l’effetto ultima spiaggia, saranno gli inusuali errori di Fayazi ma questo parziale finisce 25 a 17. La partita potrebbe essere ancora viva.
Dal punteggio finale si intuisce che non è stato un set entusiasmante e forse per questo che ho notato qualcosa di strano nello stile del regista. Le camere sono posizionate secondo lo standard della FIVB: 2 laterali, una a fondo campo e due a spalla. Ciò che fanno di diverso è uno stacco, dopo il tocco del palleggiatore, per seguire da vicino la traiettoria palla. Il cameraman e il mixer video hanno una buona intesa ma ciononostante il cambio secco di prospettiva che dura solo pochi istanti non mi convince. Mi infastidisce la perdita di fluidità all’azione televisiva e l’immagine del pallone in primo piano non è così bella da migliorare la qualità del prodotto nel suo complesso.
Il quarto set, che sarà decisivo, è una bella sfida tra atleti della nazionale: Mahdavi (palleggiatore) e Fayazi (schiacciatore) da una parte contro Marouf (palleggiatore) e Nazari (schiacciatore). Finisce 25 a 23 per Saipa dopo un bel duello equilibrato sopra il 20. Nadi, il centrale capitano del Kalleh e della nazionale è stato meno incisivo del solito. E’ stata di gran lunga la partita più bella che ho visto finora in Iran.
Sabato 17 ad Amol, il Kalleh potrà rifarsi davanti al suo pubblico caldissimo.
<< Se in gara 2 andiamo al quinto set non finisce la partita perché il nostro pubblico entra in campo!>> mi ha confessato uno dei giocatori del Kalleh stamattina a colazione.
Non vorrei mancare alla gara che potrebbe assegnare lo scudetto, ma è meglio non fare programmi: ho già consumato le ultime 10 pagine del mio block-notes a forza di scrivere e cancellare appuntamenti.

Ciao a presto zorro

Andrea Zorzi

Ciao a tutti da zorro

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