Pala Mercato vs Pala Centro Commerciale

La prima tappa di questo nuovo viaggio è Modena.  Io sono nato e cresciuto in questa provincia, ma ho vissuto e lavorato per molti anni lontano da qui e so di non conoscere questa realtà quanto dovrei. Per me, quindi, il sapore di oggi è quello della riscoperta. Ammetto che è la prima volta che metto piede al Pala Molza: l’ho sempre visto dall’esterno, come un vecchio cubo di cemento e tubi d’acciaio, su cui fioriscono graffiti, al centro di un parcheggio che viene usato anche per il mercato cittadino che, guarda caso, circonda il palazzetto anche oggi.

Solo oggi, attraverso le parole dell’ex campione di pallavolo e ora presidente della Scuola Anderlini, riesco a entrare realmente nella realtà di questo edificio, che negli anni Sessanta e Settanta ha visto esplodere la pallavolo e, sull’onda degli entusiasmi cittadini e dei risultati che si ottenevano anno dopo anno, ha rappresentato il teatro dell’evoluzione di questo sport da una dimensione al limite del dilettantismo sino al professionismo più affermato. In questo percorso, ci racconta, la posizione geografica ha giocato un ruolo essenziale: il Pala Molza, trovandosi in centro, rappresentava quasi una piacevole tappa obbligata nelle passeggiate del sabato e s’inseriva perfettamente nel tessuto sociale dei modenesi. In quegli anni se si arrivava alle cinque del pomeriggio per vedere una partita, già non si riusciva più a entrare per la coda. La città intera era sempre pronta a sostenere la propria squadra. Poi, come è accaduto e accade tuttora in molte altre realtà italiane,  se la centralità del palazzetto è stata ottima per far crescere una squadra, è diventata ben presto scomoda e difficoltosa da gestire non appena la squadra ha raggiunto livelli tali da richiamare folle consistenti. Così, con l’esplosione della pallavolo professionistica e i successi sempre più costanti, si è deciso di costruire il Pala Panini, nell’immediata periferia della città.

Con quest’ultimo palazzetto ho più dimestichezza. Anche se a dire il vero ci andavo da ragazzino soprattutto perché nel piazzale c’erano rampe, tubi e attrezzature varie per fare skate. A quell’epoca i “panini” per me, erano più che altro quelli del Mac Donald’s del centro commerciale che sorgeva lì accanto. Ora, riflettendo sulle parole di Rodolfo Giovenzana, riconsidero il parallelismo tra il Pala Molza, circondato dal mercato cittadino, e il Pala Panini, costruito accanto a un ipermercato. È probabile che se a questo palazzetto, negli anni, non è toccata la stessa sorte di molte altre strutture simili, e cioè di finire per essere una cattedrale vuota nel deserto della periferia cittadina, non dipenda solo dalla costanza dei risultati sportivi, ma anche dalla sua vicinanza con l’ipermercato. E mi accorgo di come questa storia sportiva racconti molto dell’evoluzione di Modena, del suo sviluppo, del suo espandersi, del suo passare da botteghe e mercati a ipermercati e centri commerciali.

Modena è un esempio virtuoso: il Pala Panini funziona, è attivo, è frequentato, è spesso colmo di persone. Però, forse per colpa di quelle quattro gocce di pioggia che promettono tempesta senza mai sbilanciarsi del tutto, mi accorgo di sentirmi un po’ malinconico. È come se nell’equazione “lo sport dilettantesco sta al palazzetto del centro come lo sport professionistico sta al palasport di periferia” qualche pezzo si sia inevitabilmente perso per strada e il risultato non torni del tutto; il mercato è un luogo dove le persone si incontrano, parlano, dialogano, si scambiano opinioni; l’ipermercato è un posto asettico dove le persone arrivano, cercano, si mettono in coda e poi tornano a casa, senza neanche guardare negli occhi la cassiera. Qualcuno lo definirebbe un non-luogo. Da qualche parte, non so dove, nascosta forse sotto i graffiti o incastrata in qualche crepa, una briciola di poesia è rimasta nella città vecchia, quella decadente, imperfetta e scomoda; quella con i palazzetti nel centro e i graffiti sui muri. E mentre osservo il viavai di persone guidate dai loro carrelli della spesa, mi chiedo se non ci sia proprio il modo di trasportarci anche un po’ di quella poesia, dentro a queste gabbie d’acciaio con le ruote.

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2 Risposte a “Pala Mercato vs Pala Centro Commerciale”

  1. molto valido